La Gabbiano rilancia: dopo l’acquisizione apre il temporary shop di Camomilla Milano

andrea News IT

Il negozio riaccenderà le vetrine dell’ex Simon Sport. Così Corso Umberto I tenta di riconquistare il passeggio.

Dopo due anni di buio, vuoto e polvere si riaccendono le vetrine del (fu) Simon Sport, in Corso Umberto I: a metà mese sarà inaugurato il temporary shop di Camomilla Milano, marchio di borse, accessori e bigiotteria. Griffe di tendenza, acquistata nei mesi scorsi dalla mantovana Gabbiano insieme agli altri marchi della società Camomilla. Il negozio sarà temporaneo, almeno fino a gennaio, ma non è escluso che l’insegna possa restare accesa più a lungo (o trovare bottega in un altro spazio del centro). A ribadire la mantovanità dell’operazione, la consulenza di Stefania Montù, titolare di diversi punti vendita in Corso Umberto I. Si professa ottimista, Montù, che, confortata dal flusso di turisti dell’ultimo ponte (peccato per la pioggia ostinata di lunedì), assicura di leggere segnali di ripresa: ” La pandemia non è ancora passata, ma sta finendo. Sì, c’è la luce della normalità in fondo al tunnel, e l’auspicio per il futuro prossimo è che anche i mantovani della provincia tornino a passeggiare per le vie del centro storico”.

Le vetrine dell’ex Simon Sport si riaccenderanno nel vero senso della parola, alla luce di un piccolo esercito di lampade e lampadari a goccia (i primi sono già arrivati). Sarà una sorta di ritorno al passato, un déjà vu: il negozio di abbigliamento sportivo aveva alzato l’asticella dell’allestimento, esponendo anche auto e sceneggiando delle storie.

Gabbiano ci crede, Montù è ottimista, la gente ha voglia di relazioni e normalità, ma il tappeto dell’entusiasmo non è abbastanza largo da nascondere l’evidenza: il sorriso commerciale del centro è ancora cariato da tante vetrine vuote, buchi che l’abbandono e la polvere fanno risaltare. Soprattutto in Corso Umberto I, la via delle vasche, dove un tempo il sabato bisognava fendere la folla con i gomiti per farsi strada. Altra epoca, inutile azzardare paragoni e rincorrere un passato che non può tornare.

Oggi il baricentro del passeggio si è spostato più su: “E’ come se in piazza Marconi ci fosse un burrone che ingoia la gente – osserva Michele Zagaria, di Set Uomo, il primo negozio che s’incontra sotto i portici di Corso Umberto – il Covid? Ha peggiorato una situazione in atto da anni. Ormai qui di turisti se ne vedono pochi”.
Difficile attribuire colpe ed individuare soluzioni, Zagaria tenta di dipanare il groviglio di ragioni: bene l’area pedonale e le ciclabili, ma i parcheggi dovrebbero essere più a ridosso del centro, perché le navette da sole non bastano, però il problema è anche culturale, perché spesso la gente è pigra, e se potesse in negozio ci entrerebbe con l’auto.

“Corso Umberto poco battuto dalle rotte del passeggio? Non sempre, ma è vero – ammette Montù – Speriamo che il temporary di Camomilla Milano funzioni da traino. In ogni caso, i proprietari dei locali dovrebbero tenere i canoni bassi e pulire le vetrine sfitte, si potrebbero studiare delle soluzioni per coprire i vuoti”. Abbandono chiama abbandono: la missione numero uno è combattere la polvere e catturare l’interesse.

 

Igor Cipollina
(fonte: Gazzetta di Mantova)